Habjjan non cerca di adattarsi.
Crea il proprio spazio.
Artista, cantante e autore francese, residente a Roma da oltre vent’anni, Habjjan costruisce la propria musica intorno alla voce, mescolando pop, elettronica, soul, ritmi urban e influenze provenienti da culture diverse. Francese, inglese e italiano convivono naturalmente nel suo lavoro, riflettendo le città, gli incontri e le esperienze che lo hanno formato.
Calda, ariosa e a volte fragile, la sua voce è il filo che attraversa tutto ciò che crea. Non si tratta tanto di mostrare ciò che una voce è capace di fare, quanto di ciò che può far sentire — le sfumature, le imperfezioni, quello che rimane quando tutto il superfluo viene tolto.
Le sue canzoni nascono da esperienze reali — intime, personali, senza filtri. Piuttosto che analizzarle, Habjjan entra direttamente nell’emozione, lasciando che ciò che sente diventi musica prima ancora di diventare spiegazione. Desiderio, perdita, identità, amore, libertà e legami umani attraversano la sua scrittura.
La sua vita e la sua estetica seguono lo stesso percorso. Habjjan pensa la musica attraverso il suono e l’immagine, costruendo una direzione artistica fatta di eleganza, sensualità, contrasto e della crudezza della vita contemporanea. Fotografia, video e performance non servono semplicemente a illustrare la musica. Sono l’estensione naturale dello stesso linguaggio.
Con il format Poppsyche, Habjjan riunisce questi diversi elementi in un linguaggio che gli appartiene. Questo percorso conduce oggi a Un peu d’amour, il suo prossimo progetto — una raccolta di brani in cui lingue, sonorità e atmosfere convivono attorno a un’unica idea: la ricerca della bellezza, della connessione e dell’emozione in un mondo che non sempre lascia loro spazio.
Non una ricerca della perfezione.
Una ricerca della verità.
E in mezzo a tutto questo rumore, continuiamo a lasciare spazio all’amore.
Un peu d’amour.